La nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito – Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia (Direzione Generale, a firma di Luciana Volta) fornisce ulteriori indicazioni tecnico-operative riguardo ai contratti a tempo indeterminato dei docenti di religione cattolica (IRC) immessi in ruolo a partire dall’anno scolastico 2025/2026, a seguito delle procedure concorsuali straordinarie bandite con i Decreti Direttoriali n. 1327 e n. 1328 del 29 maggio 2024.
La nota fa seguito a una precedente comunicazione (prot. n. 52019 del 30 settembre 2025) e nasce in risposta alle criticità segnalate dalle Ragionerie Territoriali dello Stato (RTS) lombarde, che hanno individuato errori tecnici e amministrativi nei contratti trasmessi dalle scuole, tali da compromettere i controlli contabili e il regolare pagamento delle retribuzioni.
L’USR ordina quindi alle scuole interessate di procedere con urgenza a una nuova trasmissione dei contratti corretti (“ora per allora”), prestando attenzione a quattro aspetti principali:
- Decorrenza giuridica ed economica
Entrambe devono coincidere al 1° settembre 2025, data della presa di servizio effettiva. Alcune scuole avevano indicato una decorrenza economica diversa, generando incongruenze. Il rapporto di lavoro è considerato continuo e ininterrotto dal contratto a tempo determinato iniziale fino alla conversione a tempo indeterminato. - Trattamento economico e assegno ad personam
In molti contratti tali voci risultavano errate o incomplete. Viene fornita in allegato una tabella con i valori corretti dello stipendio tabellare e dell’assegno ad personam per ciascun ordine di scuola. - Codici identificativi di spesa
Le scuole primarie, in particolare, avevano utilizzato capitoli di spesa errati. Vengono quindi precisati i codici giusti da usare:- Scuola primaria: 2154/2 (lordo dipendente), 2154/4 (INPS Stato), 2128/1 (IRAP).
- Tipologia di spesa: 7984 (infanzia), 7989 (primaria), 7995 (secondaria I grado), 7992 (secondaria II grado).
- Modalità di invio dei nuovi contratti (“ora per allora”)
Le scuole devono ritrasmettere i contratti corretti, che annullano e sostituiscono quelli precedenti, specificando chiaramente nel testo la dicitura “il presente contratto annulla e sostituisce quello precedente, ed è effettuato ora per allora”.
L’USR chiarisce che tali operazioni riguardano solo i contratti cartacei e che non devono essere annullati i contratti a tempo determinato già registrati al sistema SIDI: questi restano validi, poiché fanno parte della sequenza amministrativa corretta (stipula, chiusura, conversione a T.I.).
La nota evidenzia l’urgenza di completare tali rettifiche per consentire la liquidazione degli stipendi dei docenti IRC già a partire dalla mensilità di novembre 2025.
Viene infine annunciato un monitoraggio da parte dell’Ufficio regionale sullo stato di avanzamento delle ritrasmissioni “ora per allora”.
Commento
Il documento appare come un tentativo di riparare a ritardi e disallineamenti nella gestione delle immissioni in ruolo dei docenti di religione cattolica.
Pur assumendo un tono tecnico e burocraticamente corretto, tra le righe emerge una certa urgenza amministrativa: si è arrivati a novembre con stipendi da regolarizzare e contratti da riscrivere, quando la decorrenza risale al 1° settembre.
In sostanza, la nota è un “soccorso d’emergenza” amministrativo: si chiede alle scuole di correggere e reinviare rapidamente documenti già trasmessi, per sanare errori che avrebbero potuto essere evitati con istruzioni più chiare e tempestive.
La formula “ora per allora” (ossia la rettifica retroattiva di contratti già stipulati) è il simbolo di un meccanismo burocratico che rincorre sé stesso, invece di anticipare le scadenze.
Molto probabilmente, i problemi derivano da tempi stretti nella gestione del concorso straordinario, dall’emissione tardiva delle sedi definitive (DDG 2140 del 30 settembre 2025) e dal disallineamento tra diocesi, USR, Uffici Territoriali e Ragionerie dello Stato.
Pertanto, alla domanda “ci voleva molto nel fare tutto per il primo di settembre?”, la risposta implicita che emerge è no: non sarebbe stato difficile predisporre da subito indicazioni chiare e coordinate.
La nota, pur necessaria per evitare ritardi nei pagamenti, è la conferma di una gestione tardiva e reattiva — l’ennesimo caso in cui la macchina amministrativa si muove solo quando il problema è già esploso.

