Con il decreto del 30 settembre 2025 l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia ha definito le assegnazioni di sede per i docenti di religione cattolica immessi in ruolo per l’anno scolastico 2025/2026.
Sono state pubblicate per la prima volta due tabelle ufficiali, una per infanzia e primaria e l’altra per la secondaria, i 1248 docenti hanno ottenuto ufficialmente la sede del primo utilizzo.

Fin qui, la teoria.
La pratica racconta tutt’altro: nonostante i 30 giorni di ritardo accumulati, le scuole non hanno ricevuto alcuna comunicazione operativa su come gestire il passaggio dal contratto a tempo determinato a tempo indeterminato, e come interpretare gli abbinamenti essendo che non indicano nemmeno il numero di ore, che si presuppone sia orario cattedra. Non dà alcuna indicazione riguardo la presa di servizio che solo per consuetudine avviene nelle 24 ore successive, ma i docenti sono in servizio può avvenire seduta stante? Un paradosso, visto che i docenti interessati sono già in servizio nelle loro sedi, ma si trovano di fronte a un limbo burocratico che non dà certezze né a loro né ai dirigenti scolastici.

Particolarmente grave è la situazione della diocesi di Milano, dove emergono molti errori nelle assegnazioni: duplicazioni, incongruenze tra elenchi e sedi effettive, abbinamenti che non corrispondono alla realtà delle scuole.

Un pasticcio che non solo ha già creato confusione, ma che rischia di far ritardare la presa di servizio a tempo indeterminato dei docenti interessati. La scuola, infatti, è già avviata, ma la mancata chiarezza dell’amministrazione rischia di bloccare la piena stabilizzazione del personale e di trascinare la situazione ancora per settimane.

Così, ancora una volta, la scuola lombarda si trova ostaggio della burocrazia: mentre i decreti parlano di “assegnazioni”, nella realtà quotidiana regna l’incertezza. E a pagarne il prezzo sono i docenti, che dopo anni di attesa per un concorso straordinario vedono la loro immissione in ruolo accompagnata da errori, ritardi e mancanza di indicazioni concrete.

AGGIORNAMENTO

Il risultato? Il caos in Lombardia continua.

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Di admin

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