Anno scolastico 2026/2027

Personale docente e insegnanti di religione cattolica immessi in ruolo dal 1° settembre 2026

L’immissione in ruolo rappresenta l’inizio di una nuova fase professionale. Per i docenti assunti a tempo indeterminato dal 1° settembre 2026, l’anno scolastico 2026/2027 sarà, nei casi previsti dalla normativa, anche l’anno nel quale svolgere il percorso di formazione e il periodo annuale di prova in servizio.

Le disposizioni generali sono contenute nel D.M. 226/2022, cui dovranno aggiungersi le specifiche indicazioni operative che il Ministero dell’Istruzione e del Merito emanerà per l’a.s. 2026/2027.

Il presente vademecum è rivolto sia ai docenti delle diverse tipologie di posto e classi di concorso, sia agli insegnanti di religione cattolica (IRC) neoimmessi in ruolo.


1. PRIMO SETTEMBRE: LA PRESA DI SERVIZIO

Il primo adempimento è la presa di servizio presso l’istituzione scolastica assegnata, secondo le indicazioni ricevute dall’Amministrazione.

La segreteria scolastica provvederà agli adempimenti amministrativi connessi all’assunzione e potrà richiedere al docente la documentazione o le dichiarazioni necessarie per la costituzione e l’aggiornamento del fascicolo personale.

È opportuno verificare con la segreteria:

  • la corretta registrazione della presa di servizio;
  • i propri dati anagrafici e fiscali;
  • i recapiti personali;
  • la documentazione eventualmente richiesta;
  • la corretta acquisizione del contratto a tempo indeterminato;
  • l’accesso ai servizi e alle piattaforme utilizzate dalla scuola.

ATTENZIONE: NON È IL DOCENTE A DOVERSI “INVENTARE” GLI ADEMPIMENTI

Un principio deve essere particolarmente chiaro ai neoassunti:

la responsabilità primaria dell’informazione e delle comunicazioni relative agli adempimenti istituzionali dell’anno di formazione e prova ricade sull’Amministrazione scolastica e, per quanto di competenza, sull’istituzione scolastica di servizio.

Il docente deve certamente collaborare, rispettare le scadenze che gli vengono comunicate e svolgere con puntualità gli adempimenti di propria competenza, ma non può essere lasciato solo nella ricerca di procedure, scadenze e modalità operative.

Il Dirigente scolastico svolge un ruolo centrale nell’organizzazione e nel corretto svolgimento del percorso.


2. IL DIRIGENTE SCOLASTICO E LA NOMINA DEL TUTOR

Uno dei primi passaggi dell’anno sarà l’individuazione del docente tutor.

Il D.M. 226/2022 stabilisce che, all’inizio dell’anno scolastico, il Dirigente scolastico, sentito il parere del Collegio dei docenti, designa uno o più docenti tutor per accompagnare i docenti in periodo di formazione e prova.

Pertanto:

non è il docente neoassunto che deve autonomamente procurarsi o nominare il proprio tutor.

È l’istituzione scolastica, attraverso il Dirigente scolastico e secondo la procedura prevista dalla normativa, a provvedere alla sua individuazione.

Il tutor accompagna il neoassunto durante l’intero percorso, favorisce il suo inserimento nella comunità professionale, offre consulenza e collaborazione e partecipa alle attività di osservazione reciproca in classe. La normativa prevede, salvo motivata impossibilità, che ciascun tutor segua al massimo tre docenti neoassunti.


3. IL TUTOR ANCHE PER GLI INSEGNANTI DI RELIGIONE CATTOLICA

Le indicazioni relative al periodo di formazione e prova riguardano anche gli insegnanti di religione cattolica neoimmessi in ruolo tenuti allo svolgimento dell’anno di formazione e prova.

Anche per il docente IRC, pertanto, sarà l’istituzione scolastica a organizzare il percorso e il Dirigente scolastico a provvedere all’individuazione del tutor secondo la normativa vigente.

Il docente IRC neoassunto non deve essere considerato estraneo alle procedure ordinarie di accompagnamento professionale previste per il personale docente.


4. IL BILANCIO INIZIALE DELLE COMPETENZE

Nella fase iniziale dell’anno il docente è chiamato a predisporre il bilancio iniziale delle competenze, con il supporto del tutor.

Il documento serve a individuare:

  • le competenze professionali già possedute;
  • gli aspetti da consolidare;
  • le aree nelle quali è necessario sviluppare ulteriormente la propria professionalità;
  • gli obiettivi formativi dell’anno.

Il D.M. 226/2022 prevede che il bilancio sia predisposto entro il secondo mese dalla presa di servizio. Nelle indicazioni ministeriali per il 2025/2026, ad esempio, il termine veniva conseguentemente individuato nel 31 ottobre per chi aveva preso servizio il 1° settembre.

Per il 2026/2027 occorrerà comunque fare riferimento alle specifiche comunicazioni che saranno emanate dall’Amministrazione.


5. IL PATTO PER LO SVILUPPO PROFESSIONALE

Sulla base del bilancio iniziale viene definito il Patto per lo sviluppo professionale.

Il Patto viene stabilito tra Dirigente scolastico e docente neoassunto, sentito il tutor, tenendo conto sia delle competenze del docente sia dei bisogni dell’istituzione scolastica.

Il documento individua gli obiettivi di sviluppo delle competenze:

  • culturali e disciplinari;
  • pedagogiche;
  • didattico-metodologiche;
  • relazionali;
  • organizzative e professionali.

Il Ministero ha ribadito che il Patto deve essere strettamente collegato al bilancio delle competenze e costruire un percorso formativo effettivamente coerente con le necessità professionali del neoassunto.


6. IL PERCORSO FORMATIVO

L’anno di formazione e prova non consiste soltanto nella frequenza di un corso.

Il percorso comprende diverse attività che, secondo la disciplina vigente e le successive indicazioni ministeriali, possono comprendere:

incontri iniziali e finali – attività formative/laboratoriali – attività di peer to peer – formazione online – predisposizione del portfolio professionale.

Per l’a.s. 2025/2026 il Ministero ha confermato un’articolazione del percorso formativo collegata al D.M. 226/2022 e alle successive modifiche normative; per il 2026/2027 sarà necessario attendere le specifiche disposizioni ministeriali prima di indicare definitivamente numero e articolazione delle ore.

È quindi opportuno non affidarsi a calendari o indicazioni relative agli anni precedenti come se fossero automaticamente applicabili al nuovo anno scolastico.


7. LE ATTIVITÀ DI PEER TO PEER

Una parte importante del percorso è costituita dall’osservazione reciproca in classe tra docente neoassunto e tutor.

Il peer to peer non è un’ispezione né un esame.

È un’attività di osservazione professionale finalizzata al confronto su:

  • progettazione delle lezioni;
  • metodologie didattiche;
  • gestione della classe;
  • relazione educativa;
  • strumenti di valutazione;
  • inclusione;
  • organizzazione dell’attività didattica.

Il tutor accompagna il docente e collabora alla predisposizione dei momenti di reciproca osservazione previsti dal percorso.


8. PIATTAFORMA INDIRE E PORTFOLIO PROFESSIONALE

Nel corso dell’anno il docente dovrà utilizzare l’ambiente digitale predisposto per documentare il proprio percorso professionale.

Le comunicazioni relative all’apertura della piattaforma, alle modalità di accesso e alle eventuali scadenze dovranno essere attentamente seguite.

Il portfolio raccoglie e documenta le principali attività svolte durante l’anno e costituisce uno degli elementi utilizzati nella fase conclusiva del percorso.

Anche in questo caso il neoassunto deve essere adeguatamente informato dalla propria istituzione scolastica e dagli organismi competenti circa scadenze e procedure.


9. IL REQUISITO DEL SERVIZIO

Il superamento dell’anno di prova richiede anche il raggiungimento del servizio minimo previsto dalla normativa vigente.

Il docente dovrà quindi prestare particolare attenzione alle assenze effettuate durante l’anno.

In presenza di periodi significativi di assenza – ad esempio per malattia, congedi, aspettative o altre situazioni – è opportuno chiedere alla segreteria una verifica della propria posizione rispetto al raggiungimento del requisito di servizio necessario.

Non tutte le giornate hanno infatti la stessa rilevanza ai fini del computo.


10. IL RUOLO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

Durante l’anno il Dirigente scolastico non svolge una funzione meramente burocratica.

È chiamato a seguire il percorso professionale del neoassunto e può effettuare attività di osservazione e acquisire gli elementi necessari alla valutazione finale.

Il docente dovrà pertanto partecipare regolarmente:

  • alle attività collegiali;
  • alle attività formative previste;
  • agli incontri con il tutor;
  • alle attività di osservazione;
  • agli adempimenti richiesti dalla scuola.

11. LA FASE FINALE E IL COMITATO DI VALUTAZIONE

Al termine dell’anno scolastico il docente affronta la procedura di valutazione prevista dalla normativa.

Il Comitato di valutazione viene convocato dal Dirigente scolastico.

Il docente sostiene il colloquio previsto dalla normativa, partendo dalla documentazione delle attività di insegnamento e formazione contenuta nel proprio portfolio professionale.

Il D.M. 226/2022 prevede che la documentazione sia consegnata preliminarmente al Dirigente scolastico, che la trasmette al Comitato almeno cinque giorni prima della data fissata per il colloquio.

Il tutor presenta le risultanze dell’attività svolta e il Comitato esprime il proprio parere.

Il provvedimento conclusivo compete al Dirigente scolastico.


12. UNA POSSIBILE SCANSIONE DELL’ANNO

SETTEMBRE

Presa di servizio, inserimento nella scuola, informazioni iniziali e individuazione del tutor.

SETTEMBRE–OTTOBRE

Predisposizione del bilancio iniziale delle competenze e definizione del Patto per lo sviluppo professionale.

AUTUNNO–PRIMAVERA

Svolgimento delle attività formative, degli incontri previsti, delle attività online e del peer to peer con il tutor.

DURANTE TUTTO L’ANNO

Documentazione delle attività professionali, aggiornamento del portfolio e confronto periodico con tutor e Dirigente scolastico.

FINE ANNO

Bilancio finale delle competenze, completamento del portfolio e predisposizione della documentazione conclusiva.

DOPO IL TERMINE DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE

Colloquio e procedura di valutazione davanti al Comitato secondo il calendario comunicato dalla scuola.


13. COSA DEVE FARE IL DOCENTE E COSA DEVE FARE LA SCUOLA

È importante distinguere le responsabilità.

Il docente neoassunto deve:

  • prendere regolarmente servizio;
  • collaborare con Dirigente e tutor;
  • predisporre la documentazione di propria competenza;
  • partecipare alle attività formative;
  • svolgere il peer to peer;
  • utilizzare la piattaforma prevista;
  • rispettare le scadenze che gli vengono comunicate;
  • completare il portfolio;
  • partecipare alla procedura conclusiva di valutazione.

La scuola deve invece assicurare l’organizzazione del percorso di propria competenza, fornendo al neoassunto le necessarie comunicazioni e indicazioni operative, individuando il tutor e garantendo che il percorso possa essere regolarmente svolto.

Il docente non può essere chiamato a supplire a eventuali carenze organizzative dell’Amministrazione.


14. UN CONSIGLIO: CONSERVATE TUTTO

Durante l’anno è consigliabile creare una propria cartella, anche digitale, nella quale conservare:

  • decreto/atto di individuazione e contratto;
  • documentazione relativa alla presa di servizio;
  • comunicazione relativa al tutor;
  • bilancio iniziale;
  • Patto per lo sviluppo professionale;
  • attestati delle attività formative;
  • documentazione del peer to peer;
  • eventuali comunicazioni della scuola;
  • portfolio e bilancio finale;
  • convocazione del Comitato di valutazione;
  • provvedimento finale di superamento del periodo di prova.

FENSIR – SAIR: NESSUN NEOASSUNTO DEVE ESSERE LASCIATO SOLO

FENSIR ricorda ai docenti neoimmessi in ruolo che non devono essere loro a rincorrere autonomamente informazioni che l’Amministrazione è tenuta a fornire nell’ambito dell’organizzazione del percorso.

La scuola, attraverso il Dirigente scolastico, deve accompagnare il docente negli adempimenti di propria competenza e procedere all’individuazione del tutor secondo quanto previsto dalla normativa.

Questo principio riguarda tutto il personale docente neoassunto, compresi gli insegnanti di religione cattolica immessi in ruolo dal 1° settembre 2026.

Il docente, dal canto suo, deve mantenere un atteggiamento attivo: leggere le comunicazioni della scuola, rispettare le scadenze, confrontarsi con il tutor e segnalare tempestivamente eventuali problemi.

FENSIR – SAIR invita pertanto i neoassunti a non allarmarsi se nei primi giorni di settembre non dispongono ancora di tutte le informazioni sul percorso di formazione e prova: le procedure vengono progressivamente attivate dall’Amministrazione e dalle istituzioni scolastiche.

Per l’a.s. 2026/2027, eventuali nuove indicazioni ministeriali, modifiche delle attività formative, scadenze o modalità operative dovranno essere recepite non appena pubblicate.

FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca
SAIR – Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione

Di admin

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