Roma, 21 agosto 2025 – L’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio ha pubblicato il decreto n. 2056 del 20 agosto 2025, che definisce le assegnazioni e le utilizzazioni degli insegnanti di religione cattolica per l’anno scolastico 2025/2026.

Il provvedimento, firmato dalla direttrice generale Anna Paola Sabatini, stabilisce la distribuzione dei docenti nelle scuole del territorio, completando il percorso avviato nei mesi scorsi con le immissioni in ruolo e la ripartizione provinciale degli organici.

Cosa prevede il decreto

Il decreto prevede che:

  • gli insegnanti di religione cattolica siano destinati alle sedi scolastiche indicate negli elenchi allegati, con il relativo numero di ore di servizio;
  • i dirigenti scolastici notifichino ai docenti l’assegnazione e trasmettano l’estratto dell’elenco di loro competenza;
  • vengano avviate le procedure per i contratti a tempo determinato, in base agli elenchi predisposti;
  • eventuali rettifiche dovute a variazioni successive di organico siano gestite direttamente dai dirigenti scolastici in accordo con le diocesi di riferimento.

In questo modo si garantisce la copertura dei posti, la continuità didattica e l’avvio regolare dell’anno scolastico.

La prima regione a chiudere il concorso straordinario

Il Lazio è la prima regione italiana ad aver portato a termine il concorso straordinario per insegnanti di religione cattolica, un passaggio che segna un punto di svolta dopo anni di attese e precarietà. L’assegnazione delle sedi riguarda sia i docenti già in servizio sia i neo-immessi in ruolo.

La voce del SAIR

Grande soddisfazione è stata espressa dalla segretaria del SAIR – Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione, Mariangela Mapelli, che ha commentato:

“Il Lazio ha fatto da apripista portando finalmente a compimento il concorso straordinario per l’insegnamento della religione cattolica. È un segnale di rispetto per i lavoratori precari che da anni aspettavano il riconoscimento del loro ruolo. Molti di loro hanno dedicato la vita alla scuola e oggi possono finalmente vedere riconosciuti i loro diritti.”

Un passo avanti per la scuola

Con questo decreto si conclude un iter complesso, frutto della collaborazione tra diocesi, istituzioni scolastiche e ministero. L’atto non solo garantisce la copertura dei posti per l’anno scolastico alle porte, ma rappresenta anche una risposta concreta a decenni di precarietà vissuti da centinaia di insegnanti di religione.

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