Con il decreto-legge “Milleproroghe” è stata confermata anche per l’anno scolastico 2026/2027 la disciplina speciale per le assunzioni in ruolo degli insegnanti di religione cattolica. Il provvedimento proroga infatti le disposizioni contenute nel comma 2-bis dell’articolo 1-bis del decreto-legge 126/2019, garantendo continuità a un percorso di stabilizzazione atteso da anni.

La norma prevede che le immissioni in ruolo dei docenti di religione cattolica continuino a essere effettuate in numero pari ai posti banditi con il concorso ordinario e con il concorso straordinario IRC. Una scelta che consente di mantenere aperto il canale di reclutamento e di rispondere, seppur gradualmente, al fabbisogno strutturale delle scuole.

La proroga rappresenta un passaggio rilevante soprattutto per i docenti inseriti nelle graduatorie di merito regionali ad esaurimento, che vedono confermata la possibilità di assunzione anche nel prossimo anno scolastico. Al tempo stesso, il provvedimento tutela le aspettative dei candidati del concorso ordinario IRC, assicurando che i posti messi a bando trovino effettiva copertura.

Sul tema è intervenuta la segretaria nazionale SAIR, che ha espresso una valutazione positiva della misura:

«Il provvedimento contenuto nelle Milleproroghe rappresenta una certezza per le migliaia di docenti inseriti nelle graduatorie di merito regionali ad esaurimento nonché dei docenti che saranno assunti dal concorso ordinario IRC. Confidiamo che in un tempo ragionevole ci possa essere lo svuotamento delle graduatorie, accelerato dal numero dei pensionamenti».

La proroga, dunque, non è soltanto una misura tecnica, ma assume un valore politico e sindacale: conferma l’impegno a dare stabilità a una categoria storicamente segnata da precarietà e attese prolungate. Resta ora centrale il monitoraggio dei pensionamenti e della reale capacità del sistema di assorbire, nei prossimi anni, tutti i docenti presenti nelle graduatorie, affinché la stabilizzazione non rimanga solo sulla carta ma si traduca in un effettivo superamento del precariato.

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