La nuova Nota pastorale della Conferenza Episcopale Italiana L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo offre un quadro approfondito e aggiornato del significato dell’IRC nella scuola contemporanea, a quarant’anni dalla prima Intesa del 1985 e a trentaquattro anni dalla precedente Nota del 1991.
Il documento — approvato a Assisi nella 81ª Assemblea Generale della CEI — sottolinea come l’IRC continui a rappresentare un servizio educativo, culturale e sociale di primaria importanza, capace di affrontare le sfide del nostro tempo attraverso il dialogo, la valorizzazione della pluralità religiosa e la costruzione di una reale cultura della pace.
Mapelli (SAIR): “L’IRC è un presidio di pace, bene comune e responsabilità educativa”
Mariangela Mapelli, segretaria nazionale del SAIR – Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione, accoglie con favore la Nota della CEI, sottolineando come il documento riconosca la centralità dell’IRC nel promuovere percorsi di pace, dialogo interreligioso e responsabilità sociale.
La Nota CEI afferma infatti che:
«La composizione della popolazione scolastica […] è sempre più multietnica […] e offre indubbie opportunità di dialogo e di confronto sia dal punto di vista educativo e culturale sia in ambito religioso» CEI_NotaPastorale_IRC_2025.
Mapelli richiama l’attenzione sul fatto che la CEI, nel descrivere le trasformazioni attuali, riconosce esplicitamente all’IRC un ruolo formativo capace di contribuire alla crescita integrale degli studenti:
«L’Irc si conferma uno strumento di arricchimento culturale, di attenzione educativa, di dialogo sincero con tutte le istanze provenienti dal mondo contemporaneo» CEI_NotaPastorale_IRC_2025.
La segretaria del SAIR valorizza inoltre il passaggio in cui i vescovi richiamano l’importanza della libertà di scelta, ricordando che l’IRC non è catechesi ma un’offerta culturale accessibile a tutti:
«La scelta di avvalersene non è una dichiarazione di fede […] ma una richiesta di formazione scolastica su temi religiosi» CEI_NotaPastorale_IRC_2025.
Mapelli interpreta questa affermazione come un riconoscimento dell’identità professionale dei docenti di religione e dell’importanza di una comunità educante sostenuta anche dal sindacato, responsabile nel tutelare dignità, stabilità, qualità e continuità dell’insegnamento.
Favilla (FENSIR): “Intercultura e dialogo interreligioso sono pilastri dell’IRC nella scuola plurale di oggi”
Sul versante interculturale interviene Giuseppe Favilla, segretario generale della FENSIR, anch’egli docente di religione cattolica. Favilla sottolinea quanto la Nota CEI riconosca esplicitamente che l’IRC è oggi chiamato a sviluppare una competenza interculturale strutturata, capace di contribuire alla convivenza democratica e al dialogo tra diverse provenienze religiose.
Favilla richiama uno dei passaggi più significativi della Nota:
«La crescente presenza […] di alunni appartenenti ad altre confessioni cristiane e a diverse religioni […] richiede una rinnovata attenzione al dialogo e al confronto» CEI_NotaPastorale_IRC_2025.
E ancora, il documento CEI afferma che:
«L’Irc costituisce una preziosa opportunità di dialogo» grazie anche ai rapporti con le principali comunità religiose presenti in Italia, come mostrano le schede formative su Ebraismo e Islam elaborate con UCEI e PISAI. CEI_NotaPastorale_IRC_2025
Favilla vede in questi riferimenti la conferma che l’IRC non solo accoglie il pluralismo, ma lo interpreta come risorsa pedagogica, trasformando la classe in uno spazio di incontro reale tra religioni, identità e storie differenti.
La Nota CEI ribadisce un concetto fondamentale per Favilla:
«Una sana laicità […] non si declina con la cancellazione del fatto religioso, ma con il suo riconoscimento e la sua piena valorizzazione quale patrimonio sociale e culturale» CEI_NotaPastorale_IRC_2025.
Questo passaggio, evidenzia Favilla, è decisivo per comprendere come l’IRC contribuisca ad una convivenza basata su giustizia, carità e pace, valori che permeano anche la missione educativa dei docenti di religione.
L’IRC come disciplina culturale, dialogica e interdisciplinare
La Nota CEI offre una articolazione ricchissima del significato culturale dell’IRC. Tra i passaggi più rilevanti:
1. Una disciplina che educa alla sintesi e al senso
«L’Irc intende essere una specifica proposta di cultura religiosa […] un contributo alla promozione di un nuovo umanesimo per il mondo attuale» CEI_NotaPastorale_IRC_2025.
2. Un ponte tra discipline e saperi
«Per la sua intrinseca vocazione al dialogo, l’Irc è aperto al confronto e alla collaborazione con tutte le altre discipline scolastiche» CEI_NotaPastorale_IRC_2025.
3. Una risposta educativa al disorientamento delle nuove generazioni
«Le nuove generazioni risentono di un clima di insicurezza e smarrimento […] L’Irc può interagire positivamente con questo contesto esistenziale» CEI_NotaPastorale_IRC_2025.
4. L’IRC come spazio di alfabetizzazione religiosa
«Si registra una crescente indifferenza […] con l’emergere di un certo analfabetismo religioso»; per questo diventa essenziale «offrire opportunità per riflettere sui valori fondamentali dell’esistenza» CEI_NotaPastorale_IRC_2025.
Conclusione
Dalle parole della CEI, del SAIR e della FENSIR emerge una visione convergente:
l’IRC è oggi un laboratorio di cultura, dialogo, pace e convivenza, indispensabile per la maturazione integrale degli studenti e per la costruzione di una società capace di riconoscere e valorizzare il pluralismo.
Come recita la Nota pastorale:
«L’Irc offre uno sguardo di sintesi indispensabile per inserire ogni esperienza in un tessuto organico di conoscenze, valori e atteggiamenti personali» CEI_NotaPastorale_IRC_2025.
Un insegnamento aperto, libero, formativo, che guarda al futuro con responsabilità e visione.

