Mapelli (Segretaria Nazionale SAIR): «Una manovra deludente che penalizza ancora una volta i docenti storici per i quali il ruolo rischia di restare ancora lontano. In molte diocesi le graduatorie potrebbero non scorrere affatto»
Il SAIR – Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione lo aveva denunciato già dopo l’informativa ministeriale del 26 giugno: il piano delle immissioni in ruolo IRC per l’anno scolastico 2026/2027, pur rappresentando un avanzamento sul piano numerico, non sarebbe stato sufficiente a garantire una reale e significativa stabilizzazione del precariato storico.
Il decreto ministeriale 143 del 22/07/2026 sulle assunzioni degli insegnanti di religione cattolica, accompagnato dagli Allegati 1 e 2, oggi conferma quelle preoccupazioni.
Per l’anno scolastico 2026/2027 sono autorizzate complessivamente 2.628 assunzioni a tempo indeterminato, delle quali 991 per la scuola dell’infanzia e primaria e 1.637 per la scuola secondaria di primo e secondo grado.
Un numero che, considerato isolatamente, potrebbe apparire significativo. Ma è entrando nel merito della distribuzione dei posti che emerge una situazione decisamente meno favorevole per le migliaia di docenti inseriti nelle graduatorie della procedura concorsuale straordinaria.
Il peso delle compensazioni cambia il quadro: allo straordinario restano appena 656 posti
Il decreto prevede che le assunzioni siano effettuate, in linea generale, nella misura del 70% attraverso le graduatorie della procedura straordinaria e del 30% attraverso quelle del concorso ordinario.
Tuttavia, prima di applicare tale ripartizione, gli Uffici scolastici regionali devono effettuare le compensazioni in favore dei vincitori delle procedure concorsuali ordinarie, recuperando le quote non attribuite nell’anno scolastico 2025/2026.
L’Allegato 1 quantifica in 1.809 posti il 30% della procedura ordinaria da recuperare rispetto al contingente 2025/26: 869 nell’infanzia e primaria e 940 nella secondaria. Nel 2026/27 potranno essere recuperati 755 posti nell’infanzia/primaria e tutti i 940 nella secondaria. Ulteriori 114 compensazioni dell’ordinario nell’infanzia e primaria resteranno da effettuare negli anni scolastici successivi.
Il risultato finale contenuto nell’Allegato 2 è inequivocabile:
| Procedura | Infanzia/Primaria | Secondaria | Totale |
| Concorso ordinario | 824 | 1.148 | 1.972 |
| Procedura straordinaria | 167 | 489 | 656 |
| Totale | 991 | 1.637 | 2.628 |
Dunque, dei 2.628 posti autorizzati per il 2026/27, soltanto 656 sono destinati allo scorrimento delle graduatorie straordinarie: 167 nell’infanzia e primaria e 489 nella secondaria.
È questo, secondo il SAIR, il dato politico sul quale occorre concentrare l’attenzione.
Sul quadro delineato dal provvedimento interviene Mariangela Mapelli, Segretaria Nazionale del SAIR:
«I numeri definitivi confermano purtroppo le criticità che avevamo evidenziato. Dietro il dato complessivo delle 2.628 immissioni in ruolo c’è una realtà molto meno rassicurante per migliaia di docenti di religione che hanno partecipato alla procedura straordinaria: dobbiamo guardare a quante di queste produrranno realmente uno scorrimento delle graduatorie straordinarie».
«Parliamo di appena 167 posti per infanzia e primaria e 489 per la secondaria, che dovranno essere ulteriormente ripartiti tra le diverse diocesi italiane. È quindi facilmente prevedibile che in molte diocesi lo scorrimento sarà estremamente ridotto e, in alcuni casi, potrebbe non esserci affatto. Questo è il dato sul quale la politica deve avere il coraggio di confrontarsi. I numeri sono troppo bassi rispetto alle aspettative e soprattutto rispetto alla consistenza del precariato storico IRC.»
Il problema delle diocesi: il contingente sarà ulteriormente frammentato
L’articolo 2 del decreto stabilisce che, nell’ambito dei contingenti autorizzati, il numero delle assunzioni dovrà essere definito dal competente Direttore dell’Ufficio scolastico regionale a livello di ciascuna diocesi. Le assunzioni possono inoltre essere effettuate esclusivamente sui posti vacanti e disponibili in organico di diritto.
Questo significa che contingenti regionali già molto ridotti dovranno essere ulteriormente suddivisi e alcuni dati sono particolarmente significativi.
Per infanzia e primaria, ad esempio, allo straordinario risultano assegnati zero posti in Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Piemonte, Umbria e Veneto. In Lombardia, in particolare, tutti i 154 posti disponibili vengono assorbiti dal recupero destinato all’ordinario.
Nella secondaria il quadro è meno drastico, ma i numeri restano estremamente contenuti in numerose regioni: 13 posti allo straordinario nell’intera Lombardia, 7 in Liguria, 12 nelle Marche, 15 in Umbria e 18 in Veneto.
Quando questi numeri verranno ulteriormente distribuiti tra le diocesi, appare quindi concreto il rischio che in diversi territori non vi sia alcuno scorrimento della graduatoria straordinaria o che questo si limiti a pochissime posizioni.
«Non contestiamo i diritti dell’ordinario. Contestiamo una politica che lascia ancora indietro i precari storici»
Mapelli chiarisce la posizione centrale del SAIR:
«Non mettiamo in discussione i diritti dei vincitori del concorso ordinario, che devono essere pienamente tutelati. Ma non possiamo accettare che il necessario recupero delle quote dell’ordinario determini, nei fatti, una compressione così pesante delle possibilità di stabilizzazione dei docenti storici inseriti nelle graduatorie straordinarie. Questi insegnanti non sono arrivati oggi nella scuola italiana. Molti lavorano da dieci, quindici, vent’anni e oltre, garantendo ogni settembre la continuità dell’insegnamento della religione cattolica. Hanno atteso per oltre vent’anni una procedura concorsuale e oggi rischiano di vedere la propria graduatoria muoversi di pochissime posizioni o addirittura rimanere ferma.»
Nonostante il concorso straordinario sia stato bandito per 4.500 posti, nel 2026/27 il contingente che produrrà nuovi scorrimenti delle relative graduatorie si ferma a 656 unità sull’intero territorio nazionale.
SAIR: una manovra deludente
Il giudizio politico del sindacato è pertanto netto.
«Per questo – prosegue Mapelli – giudichiamo questa manovra profondamente deludente. Il concorso straordinario era stato presentato come lo strumento attraverso il quale affrontare finalmente il precariato storico degli insegnanti di religione che per oltre vent’anni aveva dovuto fare i conti con l’assenza di nuove procedure concorsuali IRC. Se però alle graduatorie straordinarie vengono destinati soltanto 656 dei 2.628 posti autorizzati, è evidente che l’obiettivo della stabilizzazione resta ancora lontano.»
Il SAIR ritiene che non sia sufficiente comunicare il numero complessivo di 2.628 immissioni in ruolo senza spiegare cosa accadrà realmente alle diverse graduatorie.
Per migliaia di candidati dello straordinario, nel concreto, il 2026/27 rischia di trasformarsi nell’ennesimo anno di attesa.
Il SAIR chiede un intervento politico: accelerare lo scorrimento delle graduatorie straordinarie
Il SAIR chiede al Ministro dell’Istruzione e del Merito e al Governo di affrontare il problema attraverso un intervento politico e normativo specifico, finalizzato ad aumentare concretamente le possibilità di assunzione dalle graduatorie straordinarie e ad accelerarne lo scorrimento.
«Occorre trovare una soluzione normativa – afferma Mapelli – che consenta un più rapido e consistente scorrimento delle graduatorie straordinarie. Non possiamo trasformare una procedura nata per dare una risposta al precariato storico nell’ennesima graduatoria destinata a trascinarsi per anni.»
Il sindacato seguirà adesso con particolare attenzione il prossimo passaggio: la ripartizione dei contingenti tra le singole diocesi.
Sarà infatti quella distribuzione a mostrare concretamente quali graduatorie potranno scorrere e quali rischieranno invece di rimanere ferme.
«Vigileremo con particolare attenzione sulla ripartizione dei contingenti a livello diocesano – sottolinea la Segretaria Nazionale – perché sarà quello il momento della verità. Solo allora sapremo quante graduatorie straordinarie riusciranno realmente a scorrere e quante, invece, resteranno sostanzialmente ferme. Il SAIR sarà al fianco dei docenti in ogni territorio.»
« Il tempo dell’attesa deve finire: i docenti storici non possono continuare a pagarne il prezzo»
Il SAIR continuerà a seguire le operazioni di immissione in ruolo e la successiva distribuzione territoriale, affinché la stabilizzazione degli insegnanti di religione con lunga esperienza di servizio torni ad essere una priorità concreta dell’agenda politica e non una promessa rinviata di anno in anno. Il problema del precariato degli insegnanti di religione non può essere affrontato attraverso piccoli scorrimenti annuali che rischiano di prolungare per molti altri anni una situazione già eccezionale per durata.
Il decreto rappresenta certamente un avanzamento rispetto all’immobilismo del passato, ma la risposta data ai docenti storici resta, per il SAIR, profondamente insufficiente.
«Dopo oltre vent’anni di attesa – conclude Mariangela Mapelli – ai docenti storici IRC non si può continuare a chiedere pazienza in quello che si prospetta un percorso interminabile. La loro esperienza professionale non può essere utilizzata per anni dalla scuola dello Stato senza che a questa corrisponda finalmente una reale possibilità di stabilizzazione. I docenti storici hanno già aspettato abbastanza: adesso servono scelte politiche capaci di accompagnare realmente le graduatorie verso il loro esaurimento, Il tempo dell’attesa deve finire.»
SAIR – Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione
Fensir – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca

