La proposta avanzata da Beatrice Massaro, docente di Lettere nella scuola secondaria, di sostituire l’attuale insegnamento della religione cattolica con una nuova disciplina obbligatoria di Antropologia delle religioni e delle culture rappresenta un contributo significativo al dibattito sul futuro della scuola italiana.
Nel corso della sua audizione presso la Commissione Cultura e Istruzione del Senato, Massaro ha illustrato un progetto di riforma che punta a rendere l’insegnamento dei fenomeni religiosi più coerente con il carattere pluralista della società contemporanea, superando l’attuale modello confessionale e introducendo una disciplina di carattere storico, antropologico e scientifico.
Tra gli aspetti più apprezzati della proposta vi è la volontà di non penalizzare gli attuali insegnanti di religione cattolica. Il progetto, infatti, prevede la loro riconversione professionale nella nuova disciplina, valorizzando l’esperienza maturata e i titoli già posseduti, attraverso un percorso di formazione integrativa che consenta il passaggio alla nuova classe di concorso.
Su questo punto è intervenuto il FENSIR, attraverso il SAIR – Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione, esprimendo apprezzamento per l’impostazione della proposta.
«Accogliamo con favore – sottolinea il sindacato – il fatto che finalmente gli insegnanti di religione non vengano più considerati docenti di serie B o di serie C, ma professionisti della scuola, portatori di competenze che meritano di essere riconosciute e valorizzate anche nell’eventuale passaggio a una nuova disciplina.»
Per il SAIR il principio fondamentale deve essere quello della continuità occupazionale. Qualunque riforma dell’insegnamento della religione cattolica non può prescindere dalla tutela dell’intero personale oggi in servizio, sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato.
Attualmente circa il 30% dell’organico degli insegnanti di religione è costituito da personale precario. Si tratta di circa 7.500 docenti con incarico annuale dal 1° settembre al 31 agosto, che garantiscono stabilmente il funzionamento del servizio scolastico.
Negli ultimi anni la situazione occupazionale ha registrato importanti passi avanti grazie alle procedure concorsuali straordinarie concluse nel 2025 e ordinarie in queste settimane. Le assunzioni effettuate attraverso il concorso straordinario, cui si sono aggiunti gli scorrimenti delle graduatorie dello stesso concorso e di quello ordinario, hanno consentito e consentiranno l’immissione in ruolo di migliaia di insegnanti. Tuttavia, secondo il SAIR, non è stato ancora raggiunto l’equilibrio previsto dalla legge n. 186 del 2003, che disciplina il reclutamento degli insegnanti di religione cattolica.
Per questo motivo il sindacato ritiene prioritario proseguire con un piano di stabilizzazione che conduca all’assunzione a tempo indeterminato del maggior numero possibile di docenti, superando definitivamente il ricorso strutturale al precariato.
Nel caso in cui il Parlamento decidesse di istituire una nuova disciplina dedicata allo studio delle religioni e delle culture, il percorso di riconversione dovrà coinvolgere indistintamente tutti gli insegnanti oggi in servizio: sia a tempo determinato che indeterminato.
Secondo il SAIR sarà necessario prevedere una disciplina transitoria che garantisca:
- il pieno riconoscimento dell’esperienza professionale maturata nell’insegnamento della religione cattolica;
- la valutazione integrale del servizio prestato come punteggio specifico nelle future procedure concorsuali;
- il riconoscimento dei titoli già conseguiti, integrando soltanto gli eventuali crediti universitari necessari;
- l’accesso ai percorsi abilitanti e alle nuove classi di concorso senza penalizzazioni per il personale attualmente in servizio;
- una particolare tutela dei docenti a tempo determinato, affinché non siano i primi a pagare gli effetti della riforma.
L’obiettivo, conclude il sindacato, deve essere quello di accompagnare un eventuale cambiamento dell’insegnamento della religione cattolica senza disperdere il patrimonio professionale costruito in decenni di servizio nelle scuole italiane.
Una riforma di tale portata, infatti, potrà essere realmente efficace soltanto se saprà coniugare innovazione culturale, modernizzazione del sistema scolastico e piena tutela dei diritti dei lavoratori, riconoscendo agli insegnanti di religione la stessa dignità professionale di tutti gli altri docenti della scuola statale.

