C’è un vero e proprio mistero intorno alla firma dell’Intesa tra Ordinari diocesani e Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia. Un passaggio indispensabile per rendere operative le immissioni in ruolo dei docenti di religione, ma che a oggi non è ancora avvenuto. Nel frattempo, 1.248 insegnanti rimangono sospesi: nominati giuridicamente, ma senza alcun contratto valido e senza indicazioni concrete dalle scuole.

La situazione, spiegano dal sindacato Fensir, è paradossale: esistono i decreti di nomina, ma gli uffici non hanno trasmesso alle segreterie istruzioni operative. Queste ultime, spesso composte da personale non formato all’uso del portale SIDI, esitano a stipulare i contratti a tempo determinato necessari a coprire il vuoto che va dal 1° settembre alla stipula del contratto a tempo indeterminato.

«È una situazione davvero spiacevole per 1248 docenti», denuncia Mariangela Mapelli, segretaria del SAIR aderente a Fensir, «si rischia di creare un buco giuridico ed economico, con i lavoratori lasciati senza copertura e senza certezze».

Il segretario generale della Fensir Giuseppe Favilla lamenta l’inerzia dell’Amministrazione:

«Sono passati tre giorni dall’inizio dell’anno scolastico e ancora non si sa nulla. Le segreterie non vogliono stipulare contratti a tempo determinato perché non sanno come utilizzare il SIDI nella fase successiva di risoluzione e stipula del contratto a tempo determinato. È inaccettabile».

La posizione del Fensir: serve la risoluzione, non l’annullamento

Il sindacato ha chiarito la procedura corretta con un comunicato ufficiale del 31 agosto:

  • stipula di un contratto a tempo determinato dal 1° settembre;
  • al momento della presa di servizio in ruolo, risoluzione del TD e stipula del contratto a tempo indeterminato;
  • pieno riconoscimento giuridico ed economico del periodo lavorato.

Il nodo cruciale, spiegano i legali Fensir, è distinguere tra annullamento e risoluzione: la prima cancellerebbe del tutto il servizio svolto, creando un vuoto giuridico; la seconda invece garantisce ai docenti la piena validità del lavoro prestato.

Il rischio contenzioso

Il sindacato non esclude azioni legali:

«Se l’Amministrazione persiste nell’inerzia, siamo pronti a portare la questione in tribunale», avverte Favilla.

E rilancia un tema cruciale: la formazione del personale.

«Prima di affidare un compito così delicato a un assistente amministrativo, occorre dargli strumenti, formazione e un confronto costante con DSGA e dirigente scolastico. Non si può lasciare il docente di religione nello sconforto di fronte a porte chiuse».

Segreterie allo sbando

Se in alcune scuole i dirigenti hanno seguito la procedura corretta, in gran parte delle segreterie regna il caos. L’assenza di direttive chiare e l’impreparazione tecnica rischiano di compromettere la serenità dell’avvio d’anno scolastico per centinaia di docenti di religione.

Intanto, mentre nelle scuole si susseguono collegi docenti, riunioni organizzative e tutte le incombenze tipiche di settembre, 1.248 insegnanti di religione restano in un limbo contrattuale: docenti già di ruolo sulla carta, ma senza alcun contratto valido in mano.

Di admin

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