Ottobre 30, 2026
Docente di religione cattolica già in ruolo: il Tribunale di Como riconosce 14 mensilità per l’abuso dei contratti a termine
Il caso riguarda un insegnante di religione cattolica assunto a tempo indeterminato da settembre 2025, dopo dieci anni di contratti annuali. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito condannato al pagamento dell’indennità e delle spese processuali.
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Un docente di religione cattolica, già immesso in ruolo da settembre 2025, ha ottenuto il riconoscimento di un’indennità pari a 14 mensilità per l’abusiva reiterazione dei contratti a tempo determinato stipulati durante il precedente periodo di precariato.
È quanto disposto dal Tribunale di Como, in funzione di giudice del lavoro, il 28 ottobre 2026, nell’ambito del procedimento R.G. n. 1035/2025. Una decisione di particolare interesse per gli insegnanti di religione cattolica che hanno prestato servizio per numerosi anni attraverso incarichi annuali prima di ottenere l’assunzione a tempo indeterminato.
La vicenda riguarda dieci annualità consecutive, dal 1° settembre 2015 al 31 agosto 2025. Il giudice Maria Letizia Mocciaro ha accertato l’illegittimità dei contratti indicati nel dispositivo, riconoscendo l’abuso nella successione dei rapporti a tempo determinato con l’Amministrazione scolastica per un periodo superiore al limite dei trentasei mesi.
Il docente è stato rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Battista Mascheretti e Veronica Mezzasalma.
Il Tribunale ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento di un’indennità omnicomprensiva pari a quattordici mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria e interessi, dalla sentenza fino al saldo effettivo.
A questa condanna si aggiunge il pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 3.689,42 euro, oltre al rimborso delle spese forfettarie del 15%, IVA e CPA.
L’elemento centrale è che il riconoscimento economico riguarda un insegnante di religione cattolica già di ruolo. Nel caso esaminato, quindi, l’assunzione a tempo indeterminato da settembre 2025 non ha impedito il riconoscimento dell’indennità per l’abuso contrattuale relativo agli anni precedenti.
La vicenda richiama l’attenzione sulla posizione dei docenti IRC che, dopo una lunga successione di incarichi annuali, hanno finalmente raggiunto la stabilità lavorativa. Per questi insegnanti, la conclusione del precariato rende comunque opportuna una verifica delle eventuali tutele ancora esercitabili per il servizio pregresso.
Il risultato ottenuto a Como non comporta un diritto automatico al medesimo risarcimento per tutti gli insegnanti di religione. Occorre esaminare la durata e la tipologia degli incarichi, le modalità dell’immissione in ruolo, i termini applicabili e l’eventuale presenza di precedenti giudizi. Essere già di ruolo, tuttavia, non deve indurre a escludere una valutazione della propria posizione senza un esame della documentazione.
FENSIR, attraverso il SAIR – Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione e il proprio Ufficio Legale, offre la valutazione delle posizioni dei docenti IRC interessati dalla reiterazione dei contratti a termine, anche in caso di successiva immissione in ruolo. La verifica preliminare consente di accertare se restino azionabili diritti relativi al precedente periodo di precariato e quali iniziative possano essere intraprese.
Gli interessati possono predisporre i contratti annuali, lo stato di servizio, i cedolini utili e il provvedimento di immissione in ruolo, richiedendo assistenza attraverso la pagina dedicata ai ricorsi. Ogni richiesta sarà valutata individualmente, senza automatismi nell’avvio dell’azione o nella determinazione del risarcimento.
